Azione Giovani Lodi ricorda i martiri delle foibe


Come ogni anno, allo scadere della ricorrenza del
10 febbraio, Giornata del Ricordo, la comunitàmilitante di Azione
Giovani desidera rimarcare l’importanza delle celebrazioni che in tutta
Italia (Provincia di Lodi esclusa, ovviamente, ma questa è un’altra
storia…) terranno viva la memoria della ferita, ancora oggi non del
tutto rimarginata, che venne inferta 62 anni fa alla nostra Patria.

Il
10 febbraio 1947 un’iniquo Trattato di Pace, ancora oggi in vigore,
imposto all’Italia dai sedicenti “liberatori”, mutilava la nostra
Nazione del proprio Confine Orientale, una terra periferica solo dal
punto di vista geografico, ma nella quale, come cantava il gruppo
musicale La Compagnia dell’Anello, “anche le pietre parlano Italiano”.

Una
mutilazione decisa al tavolo delle trattative dagli angloamericani per
evitare frizioni con l’allora fedele alleato Iosef Stalin, che nella
Jugoslavia del Maresciallo Tito poteva vantare all’epoca un satellite.
Inutile dilungarci sulla tragedia cui pose inizio quella decisione: del
genocidio perpetrato dai gendarmi comunisti ai danni della popolazione
italiana, dell’orrore delle foibe, dell’Esodo degli Istriani e Dalmati,
dell’accoglienza vergognosamente ostile riservata loro una volta giunti
in quella che consideravano la loro Patria (sotto la fredda regia del
Pci di Togliatti), ormai tutto si è detto.

Così
come ormai scontata è la ferma ed irrevocabile condanna del
totalitarismo comunista. È invece ora di rompere il silenzio riguardo
ad un altro aspetto non meno grave di quella terribile vicenda: le
colpevoli responsabilità dell’Occidente. Un Occidente che non esita a
tirare in ballo la Libertà e la Democrazia per troncare ogni critica
alle proprie azioni, ed a tuonare contro le violazioni delle medesime
perpetrate dai propri nemici, ma che al tempo stesso non esita a
prostituire quegli stessi valori su cui dice di fondare la propria
civiltà a squallidi equilibri geopolitici ed economici.

Un
Occidente che non esita a stingere veri e propri patti col Demonio,
salvo poi riprendere le proprie Crociate contro di esso appena si
modifica la “congiuntura”. Un Occidente ormai svuotato di ogni forza e
vigore e gonfio solo di ipocrisia e retorica. Quello stesso Occidente
che, venuto a “liberare” l’Europa più di 60 anni or sono, lo fece però
a braccetto col Gigante sovietico, lasciandogli poi in pasto metà del
Continente. Una realtà, questa, da troppo tempo ormai sottaciuta: per
rendere un omaggio pieno e non ipocrita ai nostri connazionali
trucidati dai titini non basta, dunque condannare il totalitarismo
rosso, ma è necessario smascherare l’ignavia che colpisce sempre più la
politica delle democrazie occidentali, che relativizza ogni valore,
anche il più fondamentale, e ne fa sempre di più una neutra merce di
scambio.

Questa
è dunque la riflessione che vogliamo quest’anno condividere coi
cittadini Lodigiani, nella speranza, l’anno prossimo, di poterne
ascoltare una dal nuovo Presidente della Provincia, constatato
amaramente che quello attuale ha la più totale indifferenza per i morti
“scomodi” alla sua parte politica.

Paolo Maria Filipazzi Commissario Straordinario Azione Giovani L