News di www.azionegiovani.org
Le news nazionali di Azione Giovani
Atreju 2009 - Il Programma
Da www.atreju.tv/programma.php
mercoledì 09 settembre 2009
ore 17:00
Inaugurazione di Atreju 2009
Saluti: Gianfranco Sammarco, Presidente Pdl Roma, Francesco Lollobrigida, Presidente Pdl Provincia di Roma, Vincenzo Piso, Presidente Pdl Lazio.
Partecipano: Denis Verdini, coordinatore nazionale Pdl, Daniele Capezzone, portavoce Pdl, Laura Marsilio, Assessore Scuola e Politiche Giovanili del Comune di Roma.
Modera: Marco Perissa
ore 18:30
L’attimo fuggente
Idee, suggestioni e concretezza: la politica per lasciare il segno
SILVIO BERLUSCONI a confronto con la Giovane Italia
Modera: Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù.
ore 20.30
Premio Atreju 2009
ore 21.30
Concerto
LUNATRASH
giovedì 10 settembre 2009
ore 11.00
La classe non è acqua
Gare, sfide, tornei, piscina
ore 15.00
Caffè Novecento
Presentazione del libro “Il Rugby, una partita nella vita” di AA.VV.
Modera: Massimo Pelliccia
ore 16.00
La ricerca della felicità
La sfida dei giovani italiani nell’epoca della paura
Si confrontano: Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali,
Pierluigi Bersani, parlamentare, Alessandro Rimassa, autore del libro “Generazione Mille euro”, Francesco Delzìo, autore del libro “Generazione Tuareg”
Modera: Vittorio Pesato
ore 17.30
Viaggio al centro della Terra
Alla ricerca di un nuovo manifesto ambientalista
Si confrontano: Mons. Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste,
Roberto Menia, Sottosegretario all’Ambiente, Fabio Rampelli, parlamentare,
Benedetto della Vedova, parlamentare, Fulco Pratesi, fondatore di WWF Italia
Modera: Michele Pigliucci
ore 19.00
Evita
Una storia di popolo e politica
Partecipano: Giulio Andreotti, senatore a vita, Marcello Veneziani, giornalista e scrittore,
Carola Vai, scrittrice
Modera: Alberto Spampinato
ore 20:30
Premio Atreju 2009
ore 21.30
Concerto
LOST
venerdì 11 settembre 2009
ore 11.00
La classe non è acqua
Gare, sfide, tornei, piscina
ore 15.00
Caffè Novecento
Presentazione libro “La caduta di Krune” di Michele Giannone
Modera: Armando Cesaro
ore 16:00
La storia infinita
Idee, proposte e ragioni per celebrare il 150esimo dell’Unità d’Italia
Si confrontano: Gaetano Quagliariello, V icepresidente gruppo Pdl Senato,
Luciano Violante, ex Presidente della Camera, Alessandro Campi, politologo e scrittore,
Walter Barberis, docente universitario
Modera: Stefano Morelli
ore 17:30
Ritorno al futuro
L’epoca di internet, tra informazione, economia e libertà
Si confrontano: Italo Bocchino, Vicepresidente gruppo Pdl Camera,
Claudio Velardi, fondatore di “Reti”, Luigi Crespi, sondaggista e massmediologo,
Andrea Mancia, fondatore Tocqueville, Roberto D’Agostino, fondatore Dagospia,
Diego Bianchi, detto Zoro, opinionista televisivo
Modera: Augusta Montaruli
ore 19:00
Le ali della libertà
1989 – 2009. Il coraggio e la speranza vent’anni dopo la caduta del Muro di Berlino
Si confrontano: Ignazio La Russa, coordinatore nazionale Pdl e Ministro della Difesa,
Massimo D’Alema, parlamentare e Presidente Fondazione Italianieuropei,
Bruno Vespa, giornalista e scrittore, Riccardo Barenghi, giornalista e scrittore
Modera: Giovanni Donzelli
ore 20.30
Premio Atreju 2009
ore 21.30
Concerto
ZERO ASSOLUTO
sabato 12 settembre 2009
ore 10:30
La Giovane Europa dei Popoli a confronto
La Giovane Italia incontra le rappresentanze giovanili del PPE
Introduce: Carlo Fidanza, parlamentare Europeo e vice coordinatore nazionale Giovane Italia
Saluto: Marco Scurria, parlamentare europeo, Lara Comi, parlamentare europeo,
Licia Ronzulli, parlamentare europeo.
Conclusioni: Roberta Angelilli, vicepresidente Parlamento Europeo, Andrea Ronchi,Ministro per le Politiche Comunitarie, Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri
Modera: Carlo De Romanis
ore 15.00
Caffè Novecento
Presentazione del libro “Stelle Danzanti” di Gabriele Marconi
Modera: Michele Barcaiuolo
ore 15.30
Scelta per amore
I nuovi italiani. La patria come scelta e l’integrazione possibile
Si confrontano: Gianni Alemanno, sindaco di Roma, Flavio Zanonato, sindaco di Padova
Con le testimonianze di: Ferdy, vincitore del GF 2009, Maruan Oussaifi,coordinatorenazionale Italiani di II generazione,
Vivian Pena, caporal maggiore 2° Reggimento Alpini,
Gaylson Silva Lopes, caporal maggiore Paracadutisti Folgore
Modera: Cesare Giardina
ore 17:00
Gli angeli di Borsellino
Giovani e legalità. Le ragioni ideali della lotta alla criminalità organizzata
Si confrontano: Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, Roberto Maroni, Ministro dell’Interno, Fabio Granata, parlamentare
Con le testimonianze di: Raoul Bova, attore e produttore cinematografico, don Luigi Merola, sacerdote ed attivista anticamorra, Ivan Lo Bello, presidente Confindustria Sicilia
Modera: Carolina Varchi
ore 19.00
Saranno famosi
Guida pratica per la scoperta del talento e per l’affermazione del merito
Si confrontano: Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi e critico d’arte, Francesco Giavazzi,editorialista e docente di Politica economica, Francesco Facchinetti, cantante e conduttore televisivo,
Luca Telese, giornalista e scrittore
Modera: Arturo Governa
ore 20.30
Premio Atreju 2009
ore 21.30
Concerto
ENRICO RUGGERI
domenica 13 settembre 2009
ore 10:30
Il Pdl che vorrei
Provocazioni e proposte della Giovane Italia per il Popolo della Libertà
Partecipano: Maurizio Gasparri, Presidente del gruppo Pdl Senato, Fabrizio Cicchitto, Presidente del gruppo Pdl Camera
Modera: Francesco Pasquali
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Atreju 2009 - X edizione
Anche quest'anno ancora una volta ci ritroveremo a Roma, dove al cospetto del Colosseo dal 9 al 13 settembre si terrà la X edizione di Atreju.
Sarà il parco del Celio la suggestiva cornice che ospiterà la nostra tradizionale festa, che come negli ultimi anni, sarà interamente compresa in un villaggio di circa 5mila mq suddiviso in zone diverse destinate ad ospitare i dibattiti, gli spettacoli serali, la piscina, i ristoranti, gli stand culturali, politici e sociali.
“Atreju ’09 –Oltre ogni muro - ”, L’idea è quella di celebrare il ventennale della caduta del Muro di Berlino e contemporaneamente lanciare una stagione di impegno civile all’insegna delle riforme e della libertà.
A breve sarà online su www.atreju.tv il promo e il manifesto di questa edizione!
Per chi viene da fuori Roma sarà previsto un voucher comprendente:
Pernottamento in bungalow;
Bus navetta per i collegamenti tra la festa ed il campeggio;
Pranzo;
Ingresso in piscina la mattina;
Per prenotazioni 06-92014404 chiedere di Chiara o Monia dalle 9 alle 13 dalle 16 alle 20 oppure scrivere a groda.tour@tiscali.it
Per informazioni telefonare al numero 06-68817282 o 3332679028 o scrivere a comunicazioni@azionegiovani.org
In alto i cuori!
Giorgia Meloni
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Oggi come ieri, niente da festeggiare.
Il tempo passa ma certe cose non cambiano. Qualcuno potrebbe dire che la Slovenia “perde il pelo ma non il vizio”. A distanza di un anno dai fatti di Roditti (durante i quali una comitiva di esuli istriani era stata multata per manifestazione non autorizzata nel tentativo di depositare una corona di fiori su una foiba), la storia si ripete. Ed il leit motiv sembra essere sempre quello: nella europea e democratica Repubblica di Slovenia ricordare chi fu infoibato dai partigiani titini sembra tutt'oggi impossibile. Si, perchè il 28 febbraio 2009 un gruppo di anziani esuli istriani e parenti di infoibati, è stato fermato a poche decine di metri dalla foiba di Golobivnica da una folla di manifestanti (non autorizzati...): alcuni vestiti da partigiani titini, altri con le bandiere della Jugoslavia, ed altri ancora con i triolori con la stella rossa. Tutti gridando in coro slogan d'altri tempi quali “smrt fašizmu, svoboda narodu” (morte al fascismo, libertà al popolo), intonando vecchie canzoni dei partigiani jugoslavi e inveendo contro la comitiva con provocazioni e insulti quali “porci italiani” e “sporchi fascisti” (insulti, a detta dei presenti, rivolti anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al Sindaco di Trieste, definiti entrambi "fascisti"). Da segnalare la presenza in prima fila di alcuni bambini in divisa partigiana e titovka in testa con la stella rossa e la falce e martello... Insomma, per un'ora circa è sembrato che il tempo si fosse fermato agli anni quaranta. Gli anziani giunti li in mattinata (loro invece autorizzati...) si sono visti negare il sacrosanto diritto di ricordare parenti, amici e conoscenti infoibati, sotto gli occhi e l'indifferenza della polizia locale. La Slovenia si era già contraddistinta in passato per aver tenuto nei confronti degli italiani uno spirito democratico molto limitato a determinate vedute: anni fa un gruppo di militanti di Azione Giovani venne fermato dalla polizia locale per aver portato dei fiori sulle tombe abbandonate del cimitero italiano di Capodistria.
Ma tutti questi episodi sembrano non scomodare nessuno. Tutti restano impassibili ed indifferenti davanti a dei fatti che, al contrario, dovrebbe far scandalizzare l'Italia intera. È chiaro che in Slovenia, così come in Croazia, molti non hanno fatto i conti con il loro passato che anzi, ogni anno sembra tornar fuori con connotazioni che sono del tutto estranee ad un paese democratico ed europeo. E questi episodi sono ancor più gravi perchè legittimati dall'indifferenza di tutti, ed emulati da una parte della minoranza slava a Trieste che ogni primo maggio tappezza l'Altipiano di stracci rossi che nulla hanno a che vedere con la festa dei lavoratori. Perchè per qualcuno la “festa” inizia già il 30 aprile, data in cui le truppe di Tito entrarono a Trieste...e nella stessa periodo ogni anno vengono esposte numerose bandiere Jugoslave da qualcuno che la storia sembra averla studiata poco.
Dopo quasi 60 anni ci è stato detto che i tempi erano maturi per una riconciliazione tra l'Italia e le repubbliche nate dopo il crollo della Jugoslavia. Ci è stato detto che l'Europa sarebbe stata un catalizzatore affinchè determinati valori entrino a far parte anche di quegli stati che, fino a pochi anni fa, erano guidati da una cultura ideologica ben precisa. Tuttavia, dimenticando anni di persecuzioni, espropri e violenze, le autorità locali e nazionali erano a festeggiare la caduta dei confini. Noi non c'eravamo, consapevoli del fatto che i tempi non erano maturi e sostenendo che l'Europa non si poteva fare con i brindisi, i festeggiamenti e i balletti, dando, allo stesso tempo, un colpo di spugna al passato. Noi, quel giorno, abbiamo preferito passarlo lungo il confine muggesano, ricordando tutto ciò che altri hanno voluto dimenticare: migliaia di italiani infoibati, 350.000 esuli e la più totale indifferenza per i crimini perpetrati dal maresciallo Tito.
Oggi come ieri, e forse più di ieri, diciamo che per noi non c'è niente da festeggiare!
Azione Giovani Trieste
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Episodio razziale verso il corteo italiano in commemorazione dei martiri delle foibe
Esuli respinti
al grido di FASCISTI!
Testimonianze video dai telegiornali sloveni:
http://www.rtvslo.si/play/spor-med-shodoma-v-lokvah/ava2.29359191/
http://www.rtvslo.si/play/tuttoggi-i-edizione/ava2.29361358/
L'evento
Numerosi bambini in tuta mimetica e con titovka
in testa, insulti al Sindaco Dipiazza, al presidente Berlusconi,
definiti fascisti come la città di Trieste.
Folto
gruppo di sloveni avvinazzati, muniti di bastoni, punte di ferro e in
divisa partigiana, ed esponenti della minoranza slovena in Italia con
la “neutralità” della Polizia locale impediscono agli esuli la
deposizione di fiori alla foiba di Golobivnica, a Corgnale di
Divaccia, nonostante le autorizzazioni.
Lacota: stesso
clima di sessant’anni fa, chi parla ancora di clima maturo per una
riconciliazione insulta i nostri morti e tutti coloro che anno subito
le violenze e le angherie da parte dei comunisti
d’oltreconfine.
“Nulla è cambiato, proprio
nulla da sessantacinque anni a questa parte”. Questo l’unanime
commento delle oltre settanta persone che hanno partecipato questa
mattina in Slovenia a Corgnale di Divaccia (Lokev), alla
commemorazione delle vittime italiane barbaramente torturate e
gettate nella foiba Golobivnica, situata nelle immediate vicinanze
della località slovena subito oltre confine, a 12 km da Trieste.
Si
è cosi ripetuto l’episodio di odio razziale e intolleranza
manifestatosi il 10 febbraio dello scorso anno a Roditti (Rodik),
quando una comitiva molto più numerosa, che aveva inteso omaggiare
presso l’omonima voragine il sacrificio dei 97 finanzieri prelevati
dai partigiani comunisti jugoslavi dalle caserme di Campo Marzio e
via Udine a Trieste i primi giorni di maggio del 1945 durante
l’occupazione slava della città e colà fatti precipitare dopo
sevizie e torture, venne fermata illegalmente e multata ripetutamente
dalla polizia locale per una asserita mancanza di autorizzazione.
Quest’anno l’Unione degli Istriani aveva chiesto, con
l’assistenza dell’Ambasciata d’Italia a Lubiana e per il
tramite del Consolato generale d’Italia a Capodistria, tutte le
autorizzazioni necessarie, anche se con notevoli poche difficoltà.
Riassunto degli eventi:
...si proseguiva in
marcia silenziosa con un crocifisso in segno di pace e misericordia,
da lontano si udivano dei canti e si vedevano tra i rami spogli degli
arbusti a lato della strada le prime bandiere slovene e jugoslave con
tanto di stella rossa e, inaspettatamente anche un grande tricolore
con la stella rossa al centro.
La delegazione ha proseguito
sino allo sbarramento umano. Ad accoglierli, al grido del mai
dimenticato e sopito motto di odio e vendetta “smrt fašizmu,
svoboda narodu”, gli esuli hanno trovato una gruppo di persone
inferocito, in perfetta divisa partigiana e titovka in testa con
stella rossa, tra i quali molti giovinastri avvinazzati, e
manifestamente pronti al contatto fisico. Alcuni di loro tenevano in
mano dei bastoni con punte di ferro e diverse fotografie del periodo
bellico, tra le quali immagini dell’incendio del Balkan e di alcuni
partigiani, presumibilmente slavi, riversi a terra.
Incredibilmente,
in prima fila, c’erano diversi bambini in tuta mimetica e berretta
con stella rossa. Una strumentalizzazione pazzesca.
Sono così
iniziate le trattative con la polizia che, pur riconoscendo la
validità delle autorizzazioni e ammettendo che i manifestanti
sloveni ne erano provvisti, avendo occupato il sito alle prime luci
dell’alba, non potevano fare nulla ed invitavano il gruppo a
rinunciare alle commemorazione e, casomai, ripeterla successivamente.
Il presidente Lacota, ignorando le pesanti provocazioni, le
urla e le accuse di “porci italiani” e “sporchi
fascisti”, ha voluto invece insistere affinché la
commemorazione, regolarmente autorizzata secondo le volontà, ma
anche secondo i capricci della burocrazia slovena, non venisse
sospesa. Dopo un’attesa di quasi un’ora, in un clima di crescente
ostilità e di intollerabile discriminazione etnica, la Delegazione
ha deciso di deporre i fiori sul prato adiacente, al bordo della
strada, recitando alcune preghiere e omaggiando così gli infoibati
innocenti – anche parecchi sloveni dello stesso villaggio – fatti
colà precipitare.
La foiba Golobivnica
La
Foiba Golobivnicà è uno dei quasi seicento luoghi di sepoltura che
la Repubblica di Slovenia ha formalmente riconosciuto a seguito di
numerosi studi iniziati negli anni ’90 da diversi ed autorevoli
ricercatori sloveni. Fra tutti primeggia lo storico Mitja Ferenc,
autore di una pubblicazione (in lingua slovena) dal titolo Prikrito
in očem zakrito
[...] Va ricordato ancora che nell’elenco ufficiale delle foibe
della Repubblica di Slovenia presente su internet compare al n. 401
la Foiba Golobivnica (Grobišče jama Golobivnica), con la precisa
indicazione delle nazionalità delle vittime precipitate: sloveni ed
italiani.
I tempi non sonomaturi per una
riconciliazione, nemmeno per la popolazione locale in Slovenia.
Una
anziana di Corgnale: “Grazie per essere venuti!”
Poco
prima di salire sui bus, di ritorno dal luogo della cerimonia, una
signora anziana abitante del luogo si è avvicinata in lacrime ad
alcuni membri della Presidenza dell’Unione degli istriani dicendo:
“Grazie per essere venuti e per aver voluto ricordare questi
nostri morti. In quella triste foiba molti anni fa sono successe
delle cose orribili!”.
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Il documento di Azione Giovani al congresso di Bologna aprile 2002
AZIONE GIOVANI: LA COMUNITA' DEI
RIBELLI
Prima di qualunque esposizione di idee, progetti, necessità ed
ambizioni, occorre che Azione Giovani, seppur brevemente, si racconti a
sé stessa, al proprio partito, alla propria generazione, alla propria
gente.
Scarica il documento,
all'interno:
AZIONE UNIVERSITARIA: VIVERE GLI ATENEI
AZIONE STUDENTESCA: LA NOSTRA RIFORMA
LE PROPOSTE DI AZIONE GIOVANI
PER IL GOVERNO DELLA NAZIONE
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| documentoAGBologna-definitivo.doc | 135 KB |
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Antimafia: una rivoluzione culturale da destra
Il documento / Dossier di Azione Giovani sulla mafia.
Testo ampio e completo che descrive il fenomeno "mafia" nel senso più ampio del termine, dall'ecomafia al narcotraffico.
DA leggere!
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| documentomafie.doc | 114 KB |
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60° anniversario della battaglia di El Alamein
Abbiamo voluto ricordare uno dei più fulgidi esempi di eroismo di soldati italiani. Crediamo che il nostro Popolo abbia bisogno di riconoscersi in una Storia comune che vada al di là di preconcette posizioni ideologiche.
Gran parte della sinistra italiana ha tentato di cancellare il ricordo di italiani che con il loro valore hanno contrassegnato le vicende del XX° secolo. Con arroganza hanno provato, come a Bolzano, persino a cancellare la toponomastica che ricorda la Vittoria nella prima guerra mondiale sancendo definitivamente l’unità d’Italia. Hanno rifiutato di sostenere in Parlamento la missione di Pace in Afghanistan. Hanno voluto far passare i nostri soldati, di ieri e di oggi, come vili capaci di essere solo oggetto di sberleffi. Il Presidente della Repubblica, la Provincia di Roma e altre istituzioni hanno voluto ricordare i ragazzi di El Alamein con importanti iniziative. Noi vogliamo dare la possibilità a tutti di conoscere questo episodio per fornire alle giovani generazioni esempi di valore, coraggio e amore per la Patria.
in allegato il dossier sulla battaglia di El Alamein a cura di Azione Giovani
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| ElAlamein.doc | 260 KB |
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Azione Giovani BRAVETTA PISANA lancia una campagna contro la violenza sulle donne.
Azione Giovani BRAVETTA PISANA lancia una campagna contro la violenza sulle donne.
“Con l’occasione della festa della donna, abbiamo deciso di lanciare all’interno del municipio XVI una campagna per sensibilizzare gli uomini sul tema della violenza femminile – è quanto afferma Matteo GENTILUCCI a nome di A.G. Bravetta Pisana – come slogan è stata scelta la frase: “Se vuoi picchiare qualcuno… Picchia te stesso!!!” e il messaggio è stato tradotto anche in rumeno, inglese e francese al fine di poter arrivare a un maggior numero di persone; per questo ringraziamo coloro che ci hanno aiutato con la traduzione”.
“Inoltre, a sostegno dell’iniziativa, saremo presenti domenica 8 marzo con dei banchetti davanti alle Chiese: San Bruno alla Pisana, S.S. Crocifisso e Natività di Maria, del Municipio XVI – prosegue la nota - a distribuire ramoscelli di mimosa alle signore insieme al Presidente della Commissione Trasparenza Antonio AUMENTA, che si è fatto promotore nel Municipio XVI della proposta di finanziamento di corsi preparatori all’autodifesa per le cittadine ed i cittadini”.
“Anche il nostro sito web: www.agbravettapisana.org, fino a domenica 8 marzo, sarà on-line con una veste grafica creata per l’occasione – conclude GENTILUCCI - è un segno d’omaggio verso le donne che troppo spesso vengono offese da atti infamanti”.
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Eluana Englaro, Giorgia Meloni: 'La difesa della vita viene prima di tutto'
di Luca Telese*
Nel dibattito che si è svolto in Consiglio dei ministri è stata una delle maggiori sostenitrici del decreto su Eluana Englaro. È stata lei a citare il libro di Salvatore Crisafulli, Con gli occhi aperti, in cui un paziente che si risvegliato dal coma racconta la sua storia: è quello che Silvio Berlusconi ha citato anche nella sua conferenza stampa come caso emblematico. E così Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, il giorno dopo il voto che ha messo a subbuglio la politica italiana spiega la sua scelta, e cerca di ridimensionare il conflitto istituzionale con il Quirinale: «È esploso perché non c’erano precedenti». La Meloni parla del suo punto di vista sulle questioni etiche, dei suoi dubbi sulla vicenda di Eluana.
Ministro, le è costato quel voto ieri? ...
"
«No, per nulla. Sono convinta da sempre che, nel caso di Eluana, la difesa della vita sia il punto da cui bisogna partire prima di ogni altro ragionamento»...
In che senso?
«Avrei considerato molto più grave, come ministro, prendermi la responsabilità di togliere la vita a una persona viva: sapere di non aver fatto abbastanza per salvarla».
Ma Eluana è incosciente da diciassette anni.
«Però ha tutte le sue funzioni vitali: ha subìto dei danni alla corteccia cerebrale di cui nessuno conosce, o è in grado di valutare l’entità».
Non c’è attività cerebrale.
«Ma le sue cellule sono vive. Eluana non vive attaccata a una macchina, come dice qualcuno sbagliando, ma è solo alimentata artificialmente».
Sarebbe morta al tempo dell’incidente, però.
«E questo che significa? Anche un paralitico non sopravviverebbe senza assistenza alimentare».
Però lui è cosciente.
«Anche Eluana è viva. E davvero non capisco come un medico possa dire che è morta diciassette anni fa»
La sede per discutere problemi come questi è il Consiglio dei ministri?
«Perché no? Il decreto del governo serve a impedire, che in un momento di vacanza legislativa, si commetta un atto irreparabile».
Ma governo e parlamento fanno delle leggi per tutti, non possono pronunciarsi per risolvere casi personali.
«Non possiamo nemmeno chiudere gli occhi di fronte a un’emergenza che si è determinata, con questo alibi. Almeno, io non me la sento».
Se c’è il vuoto legislativo non è per una precisa responsabilità della politica? Nessuno degli ultimi governi aveva posto la questione all’ordine del giorno...
«Lo so. Ed effettivamente considero questa responsabilità un fatto grave. Ma il problema è: cosa bisogna fare oggi? Le leggi devono rispondere anche alle emergenze che si determinano, e questo caso ne è l’esempio migliore».
Perché proprio su Eluana? Ci sono stati molti altri casi...
«Proprio per i motivi che le ho detto: fra l’altro, se la legge sul cosiddetto testamento biologico fosse stata già votata, il suo caso non ci rientrerebbe».
Perché?
«Perché c’è una differenza enorme fra lo stato vegetativo e la morte cerebrale. Eluana rientra a pieno titolo nel primo caso. Parliamo di una donna che respira in modo autonomo!».
Provo a porre la questione in un altro modo: se fosse lei, a dover scegliere la prospettiva di diciassette anni di stato vegetativo, che cosa preferirebbe?
«È una domanda che mi sono fatta tante volte, non credo che esistano risposte semplicistiche, né in un senso né nell’altro».
Non le chiedo di rispondere in astratto per gli altri, le chiedo cosa farebbe per sé.
«So che l’ottanta per cento delle persone direbbe che preferisce la morte. Io, invece, anche di fronte ad una tenue speranza, preferirei la speranza. Ma sono scelte personali».
Quindi sul testamento biologico...
«Ripeto, nel caso di Eluana, non si ravvisa la fattispecie del cosiddetto accanimento terapeutico».
Parliamo del problema istituzionale che si è aperto: il ministro La Russa ha reso pubbliche le sue perplessità.
«Legittimo. Ma ha comunque votato a favore del decreto».
Lei non è preoccupata del conflitto con il Quirinale?
«Qui non si tratta di disconoscere il valore del presidente della Repubblica e il suo ruolo. Ritengo giusto che quando ci sono vuoti normativi le leggi si pieghino per colmarli».
È proprio quello che il capo dello Stato considera anomalo.
«Anche la bocciatura preventiva di un decreto che non è stato ancora approvato lo è. Siamo in condizioni eccezionali».
Il conflitto con il leader del suo partito Fini, la mette in imbarazzo?
«Per nulla. Vede, sulle questioni etiche Fini è la persona più libera che conosca. Ha le sue idee, ma non ha mai pensato di doverle imporre agli altri».
Però tutti i suoi ministri hanno votato in modo difforme.
«Le racconto un aneddoto. Quando Fini dava indicazione a favore dei referendum, trovò perfettamente normale che usassi i fondi di An, per pagare la campagna elettorale di Ag contro».
Avete discusso?
«Privatamente sì, politicamente no. Un giorno mi chiese cosa pensassi della diagnosi pre-impianto. Ma era una curiosità personale. Rispetta le scelte degli altri e le considera legittime. Quindi non considero il nostro voto come una rottura».
Non ha mai pensato a cosa farebbe se si trovasse nei panni di Peppino Englaro?
«Guardi, non ho l’arroganza di giudicare scelte compiute in una condizione in cui non mi trovo. Però...».
Cosa?
«Ho dei grandi dubbi sull’utilità della spettacolarizzazione che si è oggettivamente prodotta su questo caso. Ma anche per il carattere pubblico della sua battaglia».
* Articolo - Intervista di Luca Telese a Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù e Presidente Nazionale di Azione Giovani. Pubblicato su "Il Giornale" n. 34 del 2009-02-08 pagina 7
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Fiaccolata Giorno del Ricordo Fabriano
In occasione del 10 febbraio, "Giorno del Ricordo" (giornata che ricorda i martiri della tragedia delle foibe istriane), Azione Giovani e Azione Studentesca hanno organizzato una fiaccolata che è partita dalla fontana Sturinalto per giungere alla via dedicata proprio ai martiri delle foibe istriane (in zona Borgo) dove è stato deposto un mazzo di fiori. Alla testa del corteo (un'ottantina i partecipanti) lo striscione dall'eloquente messaggio: "NON SCORDO".
Marco Costantini e Carlo Corrieri, responsabili dei due movimenti giovanili, si dicono "soddisfatti dell'iniziativa che ha visto partecipare i rappresentanti di tutte le scuole superiori fabrianesi: è importante che nelle scuole si parli di questa tragedia nazionale per troppo tempo sottaciuta e vergognosamente negata per meschini fini politici".
Alla fiaccolata hanno preso parte i consiglieri comunali Gentili, Mezzopera e Carmenati nonchè il segretario cittadino di AN Solari ed esponenti del Circolo della Libertà "Evoluzione Positiva".
Marco Costantini- Segretario Azione Giovani Fabriano
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